Domanda morettiana: “Mi si nota di più se”

Essere presenti nei social media non è obbligatorio ma vederli unicamente come strumenti per giovani maniaci della rete sarebbe un grave errore. La percentuale delle grandi aziende italiane che utilizza almeno un social media è passata dal 57% del 2011 all’87% del 2015, sotto alcuni dati per dimensioni e settori, relativi alle aziende italiane (fonte: Osservatorio IULM sui Social Media).

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Secondo una ricerca dell’Università IULM di Milano è in aumento l’uso per una corretta esposizione social, che si traduce in una debole strategia. Per esempio, grave errore in termini comunicativi è la assenza di link dal sito aziendale verso la propria pagina social.

«Una compagnia aerea americana – spiega Biz Stone, cofondatore e direttore creativo di Twitter, – si limitava a inviare tweet in cui rimandava a notizie sul suo sito. Dopo le proteste degli utenti, che chiedevano una interazione maggiore, l’azienda ha cambiato politica, iniziando a diffondere info per esempio sui ritardi nei voli, aumentando notevolmente il traffico Twitter».
I canali a disposizione sono tanti e hanno tutti caratteristiche e obiettivi diversi. Quasi tutti sono in qualche modo collegati ai primi due in ordine di grandezza e importanza, ovvero Facebook e Twitter. Pinterest non è ancora molto diffuso in Italia. Se chiedete ai vostri amici: “Hai un account Pinterest?” in pochi risponderanno sì. Eppure i visitatori sono stimati intorno ai 12 milioni (fonte Mashable) ed il tempo di permanenza è di 16 minuti (il tempo medio su Facebook è di 12 minuti!). Sempre più spesso le aziende integrano una campagna pubblicitaria in televisione con una sul web attraverso YouTube.

Sinteticamente:
  • Facebook è il luogo della presentazione di prodotti, notizie, eventi.
  • Twitter divulga le notizie provenienti dagli altri canali ma è soprattutto il luogo del customer care.
  • YouTube raccoglie i video, non solo spot pubblicitari ma anche quelli realizzati durante eventi sponsorizzati e manifestazioni.
  • Pinterest è a metà tra l’essere un social network e un servizio di social bookmarking, di fatto, i “Pin” diventano prodotti in esposizione.

Ecco un esempio famoso di video aziendale virale. Provate a cliccare su “don’t shoot the bear”.